I deputati venezuelani non verranno pagati

Postato a by Alessio Scalzo

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I deputati venezuelani non verranno pagati dallo Stato questo mese.

Il governo di Nicolas Maduro non ha trasferito i finanziamenti necessari per il funzionamento del Potere Legislativo, perciò Henry Ramos Allup, presidente del Parlamento venezuelano, ha annunciato che l’assemblea non potrà pagare gli stipendi di deputati ed impiegati questo mese. Una notizia choc per i parlamentari dello stato sudamericano.

«Non abbiamo i fondi per pagare gli stipendi questo mese, perché il governo non ci manda i soldi», ha dichirato Ramos Allup alla stampa. Il Presidente del Parlamento ha anche invitato i membri dell’Assemblea Nazionale a «rivolgersi al ministero del Tesoro o al palazzo di Miraflores (sede della presidenza, ndr) per riscuotere gli stipendi, perché io non ho il denaro per pagarli».

Il predecessore di Ramos Allup nella presidenza dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, uomo vicino al defunto presidente Hugo Rafael Chávez, aveva avvertito nel gennaio scorso che siccome il Parlamento agiva in modo incostituzionale «non riceveranno più un centesimo per il loro funzionamento». La possibilità del non pagamento era stata già ventilata, proprio quando si è istallata la nuova maggioranza di opposizione, dopo le elezioni politiche di dicembre.

Il governo venezuelano deve anche occuparsi di altri gravi problemi al momento: ha imposto proprio mercoledì una settimana lavorativa di due giorni nel settore pubblico come misura temporanea per far fronte alla grave crisi energetica che attraversa il Paese. Il vice presidente Aristobulo Isturiz ha annunciato che i dipendenti pubblici, che in Venezuela sono circa 2,8 milioni, lavoreranno solo il lunedì e il martedì finché la crisi energetica legata alla gravissima siccità non sarà superata. «Nel settore pubblico non si lavorerà i mercoledì, i giovedì e i venerdì eccetto per i compiti necessari e fondamentali», ha riferito Isturiz alla stampa.

Il presidente Nicolas Maduro aveva già annunciato lo scorso 6 aprile che negli uffici e nelle aziende pubbliche del paese non si sarebbe lavorato il venerdì nei mesi di aprile e maggio, per ridurre il consumo di elettricità. Il governo da tempo ha iniziato la lotta contro la crisi energetica ed in passato ha già preso delle misure importanti: lo scorso febbraio ha ordinato ai centri commerciali di ridurre gli orari di apertura, mentre dal primo maggio entrerà in vigore una nuova ora legale con le lancette spostate avanti di mezz’ora.

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Alessio Scalzo

Nato nella terra di Pirandello e Sciascia, vivo e lavoro a Milano da un bel po' di tempo ormai. Leggo un po' di tutto e seguo con interesse le evoluzioni del mondo e dell'editoria.