Meglio un giorno da Zar, che cento anni da pecora

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Meglio un giorno da “Zar”, che cento anni da pecora? Probabilmente è così.

Ben Judah, giornalista e autore del testo “Fragile Empire: How Russia Fell In and Out of Love with Vladimir Putin”, ha riassunto  dopo tre anni trascorsi a intervistare persone vicine al presidente russo, la giornata tipo del leader del Cremlino.

Burocrati, assistenti e ministri di vario genere hanno contribuito, in forma rigorosamente anonima, a ricostruire le abitudini giornaliere.

La giornata del leader russo è praticamente la stessa da tanti anni, tralasciando i vari impegni ordinari e straordinari. Non vive al Cremlino. Odia il traffico e lo smog. Abita in un palazzo fuori Mosca e ama svegliarsi non prestissimo. La colazione non avviene quindi presto e mangia sempre la medesima cosa: uova di quaglia, formaggio e spremuta.

Pratica un risveglio muscolare la mattina in piscina, dove generalmente ama stare solo, poi alterna immersioni in acqua calda e fredda per la circolazione.

Essendo una persona molto diffidente (penso sia anche normale nel suo ruolo) nel suo ufficio non usa né TV né Internet. L’unica tecnologia di cui fa uso è ancora sovietica (in particolare i satellitari utilizzati per le chiamate telefoniche). I suoi collaboratori devono chiamarlo Zar mantenendo circa 3 metri di distanza da lui.

L’unica che può avvicinarlo è la sua labrador nera, la sola capace di strappargli sorrisi. Tra le figure che lavorano nel suo entourage troviamo un classico, cioè l’assaggiatore di cibo, infatti, per un personaggio così tanto potente oltre che discusso, credo sia normale mantenere avere certe accortezze.

Le sue passioni sono l’hockey (talvolta praticato in presenza degli “amici” ex capi di governo, l’italiano Silvio Berlusconi e il tedesco Gerhard Schröder), gli orologi e gli abiti su misura.

Quando Putin esce dalla sua residenza scatta un’imponente macchina organizzativa. Un mese prima di ogni viaggio all’estero un apposito gruppo di intelligence e analisti si recano nel luogo e fanno un severo controllo al fine di garantire la sua sicurezza. Gli alberghi che ospitano il presidente possono contenere solo oggetti approvati dal Cremlino: il bagno deve essere svuotato e le lenzuola asportate.

Fuori dalla Russia non assaggia pietanze locali, tranne in rare eccezioni (vedi Berlusconi) e non ha paura degli incidenti diplomatici derivati da queste diffidenze.

Il vero e più intrigato mistero rimane comunque la vita familiare. I genitori sono morti. Le due figlie vivono entrambe all’estero: la 29enne Maria, probabilmente residente nei Paesi Bassi, e la 27enne Ekaterina, avvistata in Grecia. L’ex first lady Liudmilla, da cui ha divorziato, è scomparsa dalla scena e sembra “soggiorni” in un monastero.

Dopo Liudmilla, sarebbe stato il turno della ginnasta Alina Kabaeva, da cui avrebbe avuto un figlio. Uno dei tanti illegittimi attribuiti a Putin. Di certo, c’è solo che le testate che hanno fatto circolare l’indiscrezione sono state chiuse.

 

 

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